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C'è ancora il bel castello attorno al quale è cresciuta la città, abbarbicata su un pendio, a guardare i laghi e a difendere il Gargano dall’invasore di turno. E’ territorio medievale, antico e contadino che va conquistato mano a mano, a cominciare dalle scalinate. La città trae origine da un piccolo casale denominato "Terravecchia" o "Sant’Anna", fondato e popolato dai Longobardi. E’ anche tradizione che Sannicandro sorgesse in origine in prossimità del lago di Varano, con il nome di Santannea (Sant’Elena) e che solamente nel X sec. gli abitanti impauriti dai saraceni si siano ritirati ove è ora la città, fondando il nuovo borgo ed edificando le mura e sentendosi ormai al sicuro sotto la protezione di San Giorgio, patrono degli armati. Il primo documento che registra il toponimo di San Nicandro risale al 1095, quando la città ormai del tutto cristianizzata assunse il nome del martire africano Nicandro, decapitato nel 303 presso Venafro. Con molta probabilità nel sito doveva esistere un sacello dedicato al santo. Tra il 1154 e il 1161 la città era registrata col nome di San Nicandro Devia. Successivamente il conte Ionata donava il feudo all’abbazia di Santa Maria di Pulsano, vicino Monte Sant’Angelo. Nel 1225 Federico II ne confermava il possesso e nel 1230 la città di Apricena otteneva dal re svevo il diritto di esercitarne gli usi civici . La città nel 1464 veniva infeudata dal nobile Nicola La Marra che costruì anche il castello; seguì Antonio Picciolo, consigliere del re Federico d’Aragona, il quale alienò il feudo a Francesco de Sangro. Intorno al 1800 passò alla famiglia del principe Cattaneo, ultimo feudatario. L’economia della città ha solide basi agricole e casearie.

 

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