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STORIA
Foggia, situata al centro del Tavoliere, è circondata ad
ovest dai monti del Subappennino e a nord dal promontorio del Gargano. Città
moderna, distrutta da terremoti e bombardata nel periodo delle grandi guerre,
conserva dell'antico passato il centro storico, risalente al periodo in cui si
stanziarono gli Svevi con Federico II. Notevoli sono alcuni edifici risalenti al
ventennio fascista. Il suo nome trae origine da "Fovea" letteralmente "fossa",
ad indicare le cisterne in cui si conservava il grano, ancora oggi principale
prodotto di esportazione.
Costruita nel 1172 da Guglielmo il buono, rimaneggiata nel '600, danneggiata
gravemente dal terremoto del 1731, la Cattedrale di Foggia è situata nel
centro storico.
Federico II vi apportò sostanziali modifiche, visibili soprattutto all'esterno
nella decorazione scultorea del cornicione, nel portale laterale di San Martino
e nei bei capitelli che ornano le colonne della cripta del '200, sorta
probabilmente in memoria della vecchia Chiesa di Santa Maria de Fovea
(sec. XI) , voluta da Roberto il Guiscardo. L'interno è in stile barocco; nel
transetto, due cappelle: una custodisce un bellissimo crocifisso ligneo del XVII
secolo, l'altra l'Iconavetere della Madonna dei Sette Veli. La leggenda narra
che il quadro fu ritrovato nel 1062 in un pantano da alcuni mandriani attratti
da tre fiammelle, che si sollevavano dall'acqua. L'immagine è di origine
bizantina; per proteggerla venne ricoperta da sette veli sacri e il 24 maggio
del 1782 fu incoronata.
Ma la chiesa che lega la sua storia alla nascita della città è quella di San
Tommaso, monumento di grande interesse storico-artistico, sorto sulla
cappella rurale che conservò per prima l'Iconavetere della Madonna, nel luogo
leggendario della "Taverna del gufo", dove trovavano ristoro i viandanti in
transito. Su questa chiesa, anch'essa duramente provata da guerre e terremoti,
furono effettuati numerosi restauri. La facciata è stata rimaneggiata in stile
barocco; l'interno è ad una sola navata, con al centro una cappellina.
CHIESE
La Chiesa dell'Addolorata (1739) è barocca.
L'interno è a pianta ellissoidale, gli altari in marmo sono di notevole pregio;
sul maggiore è posta la miracolosa statua della Madonna Addolorata.
La Chiesa di San Giovanni di Dio sorge sullo stesso luogo di una chiesa
dei Celestini dedicata a Santa Caterina, citata in un documento del 1348. I
Fatebenefratelli, nel 1597, fondarono la nuova chiesa con il convento, dedicata
sempre alla Santa, ma denominata San Giovanni di Dio. Fu ricostruita nel 1748,
dopo il terremoto del 1731 e riaperta al culto nel 1932.
Sul portale della facciata barocca sono scolpiti i simboli del martirio di Santa
Caterina. L'interno si presenta con un'unica navata; sulle pareti tele del
foggiano Vincenzo De Mita. Sull'altare un dipinto raffigurante l'apparizione
della Vergine col Bambino a San Giovanni di Dio.
La Chiesa di San Domenico (XVIII sec.), in corso V. Emanuele, apparteneva
ai Domenicani che abitavano l'attiguo convento, oggi sede dell'Arcivescovado. La
chiesa, ricostruita dopo il 1731, è di stile barocco. L'interno, con altari di
marmo e decorazioni a stucco, conserva affreschi eseguiti alla fine del 1800 dal
pittore locale Antonio La Piccirella.
La Chiesa di San Giuseppe, costruita nel 1742, è di modeste dimensioni.
L'interno è ad una sola navata. Sotto vi è una cripta.
La Chiesa di San Giovanni Battista (XVIII sec.) ha linee architettoniche
piuttosto semplici, d'ispirazione barocca. L'interno, a croce latina, è a navata
unica. In questa chiesa, eletta a basilica minore, si verificarono l'apparizione
della Madonna dei Sette Veli a Sant'Alfonso Maria de' Liguori (1731) e il
miracolo dell'Addolorata, che pose fine all'epidemia del colera del 1837.
Da via di Sant'Eligio si arriva alla Chiesa delle Croci, edificata nel
1693, anno in cui il padre cappuccino Antonio da Olivadi, venuto a Foggia per
predicare, piantò sette croci fuori città. Il luogo fu spontaneamente recintato
dal popolo e si costruirono sulle croci cinque cappelle, una chiesa ed un
monumentale arco trionfale. La chiesa è in tardo stile barocco, ad una sola
navata, con due cappelle laterali. Sulla volta una tela rappresenta la "Salita
al Calvario", di scuola napoletana. Sotto la chiesa si trova la cripta (sede di
riunioni segrete durante il Risorgimento). Dichiarato monumento nazionale, il
complesso architettonico è situato in uno dei più poveri quartieri della città.
Vicino alla Chiesa delle Croci, nello stesso quartiere, sorge la piccola
Chiesa di Sant'Anna (sec. XVIII), edificata dai Cappuccini insieme al
Convento dove, nel 1916, soggiornò Padre Pio.
La Chiesa di San Francesco Saverio è attigua al Palazzo Dogana. La sua
origine risale al 1700 ed è in stile neoclassico, con un bel pronao d'ingresso
di ordine ionico. L'interno è a croce greca.
Fuori del centro storico è da vedere la Chiesa di Gesù e Maria, retta dai
Frati Minori osservanti e risalente agli inizi del 1500. Danneggiata dal
terremoto del 1731, fu ricostruita nel 1738. Lo stile è barocco, la pianta è a
croce latina e le tre navate sono delimitate da archi retti da pilastri.
MONUMENTI STORICI
Proseguendo per via Lanza si giunge davanti al bel
pronao della Villa Comunale in stile neoclassico, che fu realizzato da
Luigi Oberty nel 1827.
L'Arco del Palazzo di Federico II, ricomposto su un lato di Palazzo Arpi,
è l'unica testimonianza della reggia che Federico II di Svevia fece erigere a
Foggia nel 1223.
L'Arco della Pianara, secentesco, murato su un lato del Conservatorio Musicale
"U. Giordano", proviene dal distrutto palazzo fortificato dei Duchi di Civitella,
che sorgeva sulla via per Manfredonia.
Un originale monumento, riferito alla reintegra dei tratturi realizzata da
Ettore Capecelatro nel 1651, è l'epitaffio; sul pinnacolo reca una statua di re,
forse Filippo IV o Carlo II.
Il Teatro "Umberto Giordano", completato nel 1828 su progetto
dell'ingegnere Luigi Oberty, fu eretto nel luogo di un piccolo mercato che si
teneva fuori porta. Il teatro è dedicato all'illustre musicista foggiano Umberto
Giordano.
Palazzo Dogana, in piazza XX settembre, fu costruito dopo il terremoto
del 1731. Attualmente ospita gli uffici della Provincia. Fu sede della Regia
Dogana della "Mena delle pecore", fino a quando questa istitu-zione, dovuta alla
Transu-manza delle greggi, non fu abolita nei primi anni dell'Ottocento.
MUSEI
Il Museo Civico, all'interno di Palazzo Arpi, fu
fondato nel 1931 e custodisce reperti della Daunia, corredi tombali di Arpi, una
pinacoteca e una sezione dedicata alle tradizioni popolari.
Piazza Nigri, 1 - Tel. 0881/ 72.622.45 (orari: da lunedì a venerdì 9.00-13.00,
martedì e giovedì 17.00-19.00, domenica 9.00-13.00).
Museo della Religiosità Popolare: piazza Sant'Eligio (presso Chiesa delle
Croci). Aperto tutti i giorni, esclusi i festivi dalle 9.00-12.00./15.00-17.00.
Vi sono esposti oggetti della religiosità domestica e familiare.
Museo Provinciale di Storia Naturale: via Bellavia, 1 (presso la scuola
Giannone-Via Sbano)
Grazie agli interventi di recupero, il centro
storico di Foggia sta vivendo un periodo di rinnovata vitalità: il restauro
degli storici e antichi edifici, l'organizzazione di numerosi incontri
culturali, concerti e manifestazioni, il sorgere di caratteristici locali
pubblici contribuiscono ad una crescita culturale più incisiva e costante di una
città, che sembra aver intrapreso la giusta strada per riacquistare l'antica
dignità di capoluogo di una delle più grandi province d'Italia.
MADONNA DEI SETTE VELI (ICONAVETERE)
22 marzo (15 agosto)
Numerose le leggende che raccontano della Madonna dei
Sette Veli, alcune delle quali hanno come protagonisti l'imperatore Zenone e il
Vescovo sipontino Lorenzo Maiorano. A lei si rivolsero santi, imperatori e
uomini sapienti che si recavano a Foggia per onorarla. La Madonna oltre al 22
marzo, viene festeggiata anche il 15 agosto, data del ritrovamento dell'iconavetere.
Il 26 aprile la città festeggia i SS. Guglielmo e Pellegrino, patroni
secondari. Secondo la tradizione i Santi, provenienti da Antiochia, sarebbero
stati padre e figlio. Giunti in Italia in visita ai luoghi sacri, si fermarono a
Foggia per pregare la Madonna dei Sette Veli e, nei pressi del tempio, stremati
dal lungo viaggio, morirono il 26 aprile di un anno imprecisato. Si narra che
alcuni presenti assistettero al prodigio della trasformazione dei bastoni dei
Santi in verdeggianti palme.
FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
22 marzo: festa patronale della Madonna dei
Sette Veli
26 aprile: SS. Guglielmo e Pellegrino
15 Agosto: festa del ritrovamento della Iconavetere della Madonna dei
Sette Veli
Settembre: festival blues (via Tugini)
Settembre: festival jazz (corso Giannone)
Fine Novembre: fiera di Santa Caterina
Mercato settimanale: venerdì
ESCURSIONE ARCHEOLOGICA: ARPI
Foggia lega la sua origine alla più antica città di
Arpi, distrutta dai barbari nel VI sec. d.C. Era tra le più grandi città
dell'Italia antica, sorgeva a nord-est dell'attuale capoluogo e, secondo la
leggenda, fu fondata da Diomede. Inizialmente alleata di Roma, successivamente
strinse alleanza con i Cartaginesi di Annibale, vittoriosi nello scontro
avvenuto a Canne (216 a.C.). Per punirla, i Romani, privarono Arpi di gran parte
dei suoi territori.
Il Museo Civico ha esposte numerose testimonianze dell'antica città, alcuni
corredi del IV-III secolo a.C. e un corredo funerario di bambino risalente al VI
secolo a.C., importante perché rinvenuto sull'argine difensivo della città. Le
vetrine contengono materiale risalente al IV-III secolo a.C., esempi di ceramica
a figure rosse, a vernice nera: un campionario della produzione tipica di quel
periodo storico
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